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Il mondo colorato si chiamava così.. Claire

clara ripamonti

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December 06

Rivedere la vita...

pensierino veloce prima di andare a letto... ero li...a pensare...e a un certo punto non so come, mi chiedo? Ma...se è vero quello che dicono...se quando stai per morire vedi passarti davanti tutta la tua vita, rivivi ogni singolo momento in pochissimo tempo, ma quando stai per morire (un po' come quando la prof scorre il dito sul registro, per decidere l'interrogato) il tempo sembra non finire mai..allora mi chiedo... e se quella che stessi vivendo,non è la vita, ma sto solo ripassando ogni singolo istante, perchè in realtà ho 70 anni e sto precipitando giù da un dirupo? Se veramente ho 70 anni e sto morendo,e sto ricordando di 50 anni fa, quando ero una giovane ragazze che si chiedeva, se nella realtà in quel momento lei stesse morendo? Se stessi semplicemente rivivendo la mia vita?Se stessi correndo incontro alla morte?Se questi 20 anni che mi sento di aver vissuto sino ad ora, non fossero 20,ma molti di più?e se li stessi rivivendo in 3 secondi, mentre io ne sento il peso e la durata? Ok...Edo so già che mi darà della pazza, Elia mi dirà di smettere di pensare, e molte persone leggeranno e ignoreranno come sempre il mio pensiero esposto... ma chi ci da la certezza di essere vivi a questo punto?Chi ci dice che non stiamo correndo verso la morte,e che non siamo quel che pensiamo di essere,ma siamo quello che eravamo?
December 01

il mio ben pensare.. Clara vs Edo

..under construction...

il mio ben pensare...

Partendo dal presupposto, che la mia droga naturale è il ben pensare, e persone vicine, sanno che la notte, spesso inizio a pensare, e penso, penso, penso... fino alle 2.00, le 3.00 fino a quando non mi addormento, ma la mente continua a pensare, e i pensieri si riflettono nei miei sogni, che mi permettono di provare emozioni scaturite dalla riflessione, e che mi pongono davanti a un interrogativo. Viviamo la vita come vita. Mi sono accorta, che molte volte rimando, e penso: lo farò la prossima volta, come se nel profondo pensassi che ci potrà essere un altro momento, uguale o migliore, o “peggio”, come se ci fosse un’altra vita, in cui potrò dedicarmi a quell’azione che ho preferito rimandare. Forse la causa è tutta una frenesia, tutto un vivere frettolosamente, la mancanza di un momento in cui pensare e riflettere, la classica depressione/repressione milanese, che forse, ci fa dimenticare che la vira è vita. Nessun pensiero moralista, solo una riflessione. Pensare a fondo che ciò che rimandi oggi, non sarà uguale un domani… mi accorgo, che la classica espressione: la vita non è un film, è più profonda di quello che sembra. Sono piccoli pensieri i miei, da prendere con il contagocce, sul quale ragionare. Sono pensieri che tutti fanno, e che leggendoli non hanno consistenza, non hanno un reale peso sulla coscienza. Veramente non ci rendiamo conto che quello che è passato è irrecuperabile in quella forma, veramente non mi rendevo conto che tutto quello che ho rimandato, non c’è. Veramente, non mi rendevo conto della sottile linea di demarcazione che separa la vita vera, alla vita film. Credo (e non penso che valga solo per me) di aver fatto scelte, preso decisioni, non in base alla vita, ma a un film. Aver trasportato il mio vivere nella visione inesistente di un film. Scegliere di dire una cosa, e di farne un'altra, non per quello che realmente ci si sente di fare, ma per quello che per se stessi e per gli altri, risulta più televisivo, più bello. Ho vissuto parte della mia vita, come se fossi dietro a una cinepresa, senza rendermi conto che quell’invisibile cinepresa, era invisibile perché inesistente. Scelte, decisioni, azioni, parole…frutto di una finzione, di una vita-film immaginaria. Ed ora mi trovo davanti alla realtà, e capisco perché molto di quello che ho fatto, non lo ricordo, non lo riconosco, non mi appartiene; non è mio passato, perché non è vero. E trovarmi finalmente davanti a qualcosa che voglio, ma che voglio reale, e non per “finzione”, mi fa aprire gli occhi su questo. Viviamo la vita senza ricordarci che è una, e soprattutto vivendola secondo quella che è un’idea di film, di socialmente corretto. Eppure nulla è socialmente corretto. Dalla semplice monogamia. In origine l’uomo era animale, e come tale poligamo. Perché ci scandalizziamo quando veniamo traditi? Quando tradiamo? Quando una società diversa dalla nostra, si presenta così lontana dalla nostra concezione? Non è la classica paura del diverso, che in passato ( e nel presente) crea il razzismo (tanto per essere tragici), è la non comprensione, la non accettazione di un pensiero che va al di fuori del pensiero che c’è stato imposto dall’educazione sociale. Perché l’uomo e la donna, si sentono stretti in un rapporto a due? Perché si tende sempre al pensiero di avere qualcun altro? Perché non basta l’amore? Questo dovrebbe far intendere, che l’uomo è libero, non fatto per una vita in due, ma è la società che ci ha inculcato questo pensiero, e lo abbiamo preso come sacro e corretto. Ma se nella natura siamo spinti a violare questo concetto, allora ha forse maggiore ragione un pensiero astratto come la monogamia, di un istinto naturale e collettivo come la poligamia? Se il mio ragazzo mi tradisce, io mi arrabbio. Il mio pensare non mi porta a cambiare ciò che la società mi ha imposto: non tradire, sii monogamo e fedele. E questo si riallaccia al pensare alla vita-film. La società perfetta viene rappresentata nella televisione, e prendiamo quelle immagini come la reale visione della nostra vita, cerchiamo di trasportare il pensare e il fare, sulla stessa lunghezza d’onda dell’immaginario collettivo. Perché non ci accorgiamo che quello che stiamo vivendo è tutto falso, ed è falso in partenza dalla nostra mente, plasmata ormai in tutto e per tutta dalla società, dal pensiero della società. E mi arrabbio, perché capisco che sto giungendo a un punto di non ritorno, ovvero il comprendere la reale differenza dal vissuto, al quello che ora, con questo comprensione reale dei fatti, potrei vivere diversamente, e finalmente appieno. E non riesco a fare il salto, forse per paura che non mi possa piacere come la vita finta. O forse perché si sente un peso e una responsabilità di se stessi molto più profonda. E perché non riesco ancora adesso a tollerare i tradimenti ricevuti? Se finalmente comprendo che tutto ciò che noi pensiamo, tutto (e nessuno lo vuole ammettere, ma è così) è il frutto di un pensiero maggiore, che non è il nostro, ma che ci è stato tramandato e imposto. Se non fossimo vissuti in società, non temeremmo la poligamia, questo deve farci riflettere. Il non riuscire a cambiare idea su questa cosa, ma non solo questa, mi manda in bestia, perché vuol dire che mi hanno fatto un lavaggio del cervello per bene, e non potrò mai liberarmi da queste catene mentali. Peggiore è il pensiero della giustizia. Ognuno di noi (ed è un pensiero che si lega sempre alla vita-film) è in grado di giudicare (ma realmente non è così, non siamo in grado di giudicare noi, ma è la società che è in noi a giudicare) il prossimo, attraverso moralismo. Perché lo fa? Perché lo fa? Perché il moralismo è il pensiero “corretto” da avere. Ma nella realtà poi, nel personale, questi moralismo vanno a farsi benedire. Tutti predichiamo il “giusto” (ovviamente, dopo questi discorsi, il giusto non può essere che tra virgolette) pur avendo ne profondo la “convinzione” (non lo siamo realmente, perché il moralismo sociale ci sovrasta) che la pensiamo diversamente, e che nell’intimo non ci comportiamo così. Allora perché è così difficile ammettercelo (sottolineo, che non dico: ammetterlo, ma ammettercelo). Sono pensieri di una notte, pensieri di poche ore che mi perforano i sogni. Ora sta a voi leggere e ragionare, ma so che non verrò compresa totalmente… perché non siamo menti libere da noi, e da loro. Siamo liberi prigionieri.
October 01

Alla memoria della piccola Iside

E' venuta a mancare nel mese di Settembre. la piccola Iside. A noi piace ricordarla osi: piccola, tenera e coccolona. Una piccola micetta che ha riconosciuto in me la sua mamma, e nel quale io ho riconosciuto una piccola cucciolotta con cui dividere la colazione appena tornata dal lavoro, quando davanti alla porta di casa iniziava a migolare fin che non le veniva aperto. Per questo il modo migliore per darle il nostro addio, è quello di mostrare le foto dei nostri ultimi momenti affettuosi passati insieme, e il video della sua prima parola. http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&VideoID=42262619
September 08

indovinello

Al compleanno di fabio, si sono sentiti gli indovinelli più strambi mai esistiti, tra i quali uno dalla singolare risposta finale:-non lo so-... lascio immaginare che tipo di indovinello era... Comunque, ecco l'indovinello migliore, proposto dalla fede: Oggi il vento soffia come non ha mai soffiato e il sole splende come non ha mai................................................. viva la grammatica-SBIZZARRITEVI